giovedì 30 aprile 2009

"I speak english"

Forse sarà la consapevolezza che parlando la lingua di Shakespeare si potrebbero spalancare le porte per un lavoro o la sterlina debole o i tagli che incombono sulle scuole italiane e sulla ricerca. Fatto sta che sono sempre si più gli studenti del bel paese che scelgono di terminare il loro percorso formativo all'estero ed, in particolare nella verde Inghilterra. Tra il 2008 e il 2009 le richieste sono aumentate del 21% secondo l'Ucas, l'agenzia che si occupa della gestione delle domande di ammissione alle lauree di primo livello, i cosiddetti "undergraduate degrees". Gli italiani che hanno inviato le domande erano 958 nel 2008, sono 1.160 quest'anno. Certo meno dei francesi, che sono più di 2mila, o dei cinesi (3.641), ma è la percentuale di crescita che fa la differenza: solo 7,5% tra 2008 e 2009 per gli studenti del Paese del Dragone e 14,4% per la Francia. Per diventare "fresher", matricole, bisogna darsi da fare almeno un anno prima dell'inizio dei corsi. La scadenza per la consegna delle domande di ammissione è in genere il 15 gennaio, anche se alcune facoltà letterarie posticipano a marzo e altre, come medicina, ma anche i corsi di Oxford e Cambridge anticipano a ottobre. Il sistema che smista le richieste è centralizzato: si fa tutto in rete, tramite il sito dell'Ucas. Nel modulo di registrazione si inseriscono i dati personali, il curriculum di studio e si indicano le facoltà e le università per le quali si fa domanda (un massimo di cinque, ma in alcuni casi scende a quattro). Oltre alle informazioni personali, bisogna allegare anche il "reference", una lettera di presentazione del candidato scritta dall'insegnante di inglese e preferibilmente anche da un docente della materia scelta. Per quanto riguarda le tasche è vero che gli studi all'estero non sono per tutti ma è anche vero che esitono agevolazioni per gli studenti dell'UE e diversi atenei per diverse possibilità.
Intanto per tutti coloro che vorranno visitare Londra e dintorni per farsi un'idea il nostro blog mette a disposizione una suggestiva galleria fotografica con gli scorci più belli della capitale.


A growing number of Italian students choose to study in England. Between 2008 and 2009 applications have increased by 21% according to UCase, the agency that deals with the management of applications for admission to first degree level. The Italians, who sent the application was 958 in 2008, 1160 this year. Certainly not the French, who are more than 2 thousand, or the Chinese (3641), but the rate of growth that makes a difference: only 7 5% between 2008 and 2009 to students across the country of the dragon and 14.4% for French. To be "fresher" students, they must be done at least one year before the start of the course. The deadline for submission of applications for admission is usually January 15, but some literary faculty postpone to March and others, like medicine, but also courses in Oxford and Cambridge anticipate in October. The system demands that track is central: it is all in net, by the site dell'Ucas. In the registration form will include personal information, the curriculum and indicate the faculty and the university for which you request (maximum of five, but in some cases down to four). In addition to personal information, you must attach the "reference", a letter from the candidate's written by teachers of English and preferably also by a teacher of the subject chosen. As for the pockets is true that studies abroad are not for everyone but it is also true that There are advantages for students and universities for various options.


venerdì 17 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo - BBC World (ore 7:06)

Il servizio della Bbc sul terremoto abruzzese

venerdì 10 aprile 2009

Il terremoto abruzzese visto dall'estero


Dalle 3.32 di lunedì mattina, lo sguardo del mondo si è rivolto verso il nostro Paese. In pochissime ore la macchina mediatica internazionale si è riversata in una delle città più antiche e più belle del centro sud Italia, L’Aquila. Non c’è stato, infatti, quotidiano, televisione o radio del mondo che non abbia parlato del sisma che cinque giorni fa ha distrutto il capoluogo abruzzese, e che ancora preoccupa gli abitanti della zona colpita. Scorrendo le pagine dei giornali internazionali, però, colpisce il distacco, l’obiettività con la quale si narrano le vicende italiane. L’accento è tutto puntato sulle vittime, sulla solidarietà, sulla necessità di agire per riportare alla normalità la vita di circa 30.000 persone colpite dal sisma. Leggendo le versioni on-line di Le Monde, El Pais, The Guardian, The Independent,The New York Times e dell’International Herald Tribune, emerge un’unica, importante immagine, quella del disastro che ha colpito il nostro Paese. C’è anche una sezione fotografica sul sito del britannico Guardian che mostra ai suoi lettori i cambiamenti arrecati dal sisma al panorama urbano. Cliccando sulla photogallery, infatti, l’utente può vedere come è cambiato lo skyline abruzzese (ed in particolare della città dell’Aquila) dopo il sisma, confrontandolo con le immagini di come era prima. Del tutto assenti all’estero, invece, le polemiche che riempiono i nostri giornali. Le discussioni sul “si poteva fare di più”, “si poteva fare meglio”, che aprono a noi italiani diversi interrogativi. Forse che l’immagine del nostro Paese è ormai così vicina a quella dei Paesi in via di sviluppo, da non fare notizia il crollo di edifici moderni e pubblici? Qualunque sia la risposta siamo comunque grati alla stampa internazionale di non aver spinto sulle responsabilità politiche e civili di quanto accaduto, ma di aver spostato l’attenzione sulla forza d’animo e sul coraggio della popolazione locale e nazionale davanti a quanto accaduto.


The eyes of the world opened on Italy from early monday morning, when a heartquake shaked l'Aquila. Newspapers, televisions and websites from all over the world reported what happened during these 5 days. Some of them, like the British Guardian offered also a photogallery of 'pre and post' quake, showing l'Aquila to its readers. In general the foreign press was mostly focused on the general reporting of the events, without considering the political debates on responsabilities that had place in Italy.

Le zone interessate dal sisma in Abruzzo


Visualizza Le zone colpite dal terremoto in Abruzzo in una mappa di dimensioni maggiori

mercoledì 8 aprile 2009

Yalla Italia!


Go on Italy! Letteralmente (e arabamente): Yalla Italia! Questo il gioco di parole utilizzato dal prestigioso quotidiano statunitense New York Times, per presentare ai propri lettori l’omonimo mensile redatto da immigrati di seconda generazione residenti in Italia sul pluralismo culturale. Yalla Italia, oltre ad essere il titolo della pubblicazione, racchiude secondo il quotidiano italiano l’essenza dell’atteggiamento italiano nei confronti delle politiche immigratorie. Secondo il Nyt, infatti, l’Italia ha dimostrato negli ultimi mesi un atteggiamento poco costruttivo nei confronti di concetti come integrazione, società multirazziale e multiculturale. Il quotidiano statunitense presenta in poche righe le affermazioni di Giuseppe Pisanu e del ministro Roberto Maroni sugli immigrati e sulla deriva dell’ordine sociale nelle città italiane se aperte a flussi migratori incontrollati. Il Nyt cita, inoltre, le critiche avanzate all’esecutivo dal settimanale cattolico Famiglia Cristiana e sottolinea la ‘giovinezza’ italiana davanti al problema dell’immigrazione. Yalla Italia, dunque, non è semplicemente una notizia positiva per capire come si muove il mondo culturale italiano, ma anche un invito a cogliere quei segnali positivi che arrivano dalla società. Quello che stupisce è perché la notizia della creazione di un nuovo mensile che si pone importanti obiettivi arrivi da un quotidiano estero e non sia stato riportato da uno nazionale.

domenica 5 aprile 2009

Il diritto di vivere, il diritto di morire


Esiste un diritto alla morte? Questa la domanda implicita che si fa il The Guardian in un articolo dove si occupa del caso di Eluana Englaro, morta in seguito alla sospensione di cibo e acqua. La ragazza si trovava in uno stato vegetativo dal 1992. Era andata in coma in seguito ad un incidente d’auto. In particolare il noto magazine inglese parla di una nazione divisa sul tema del testamento biologico. Intanto il Senato ha recentemente approvato un disegno di legge che, di fatto, vieta la sospensione di cibo ed acqua per ogni paziente. Anche nel caso in cui si trovi in uno staro comatoso irreversibile. Il nuovo disegno di legge, se approvato dalla Camera, permetterà alle persone capaci di intendere e di volere di decidere in anticipo la loro sorte ovvero il modo in cui vogliono essere trattate nel caso si trovino nelle stesse condizioni di Eluana. “Attualmente- scrive il giornalista del The Guardian- l'Italia non ha alcuna legge del genere. La normativa stabilisce inoltre che, mentre i pazienti hanno il diritto di rifiutare le cure, non possono rifiutare la nutrizione o idratazione, perché quelli non sono i trattamenti, ma "sostegno vitale". La legge, continua il magazine britannico, è stata fortemente voluta dal premier, Silvio Berlusconi che in accordo con il Vaticano, riteneva che la Englaro avrebbe dovuto essere mantenuta in vita e che, di fatto, “è stata uccisa”. Contrario al disegno di legge il Senatore ed oncologo Umbero Veronesi che ha dichiarato che, nel caso in cui la legge passi, si impegnerà al fine di raccogliere firme e proporre un referendum abrogativo. Il caso della Englaro- conclude il Guardian- richiama alla mente un altro caso simile: quello di Terri Schiavo la donna americana morta nel 2005 in seguito ad una violenta battaglia legale volta ad affermare il diritto alla morte, condotta dal marito.


The Italian Senate Restricts Right to Die. In fact the Senate approved a bill to ban caregivers from suspending food and water to any patient — a move that comes after a right-to-die case divided the nation. The woman in that case, Eluana Englaro, died last month after her family cut off her food and water. The new bill, if approved by the lower house of parliament, would allow people to decide in advance how they want to be treated if they become incapacitated and to state it in a living will. Currently, Italy has no law allowing a living will. The bill is being pushed by Premier Silvio Berlusconi's conservative government, which had backed the Vatican line that Englaro should be kept alive. Opposition Sen. Umberto Veronesi, who is also an oncologist, said he would campaign for a referendum to abolish it if it became law, as is expected. The Englaro case has drawn comparisons to that of Terri Schiavo, the American woman who died in 2005 after an fierce right-to-die debate.

Fonti: The Guardian